Giappone campione assoluto di tv on demand

Come sempre, il Sol Levante è sempre leader nell’ innovazione. Secondo stime recenti, gran parte della popolazione giapponese accede alla tv in modalità on demand e non più lineare. Niente più palinsesti quindi per i giapponesi. Una rivoluzione da noi relativamente recente e fortemente trainata dal fenomeno Netflix, approdata nel Bel Paese giusto un anno fa.

Tv giappone
Cambiano i gusti televisivi. E l’ oggetto d’ intrattenimento più amato diventa tutto on-demand. La rivoluzione del tubo catodico parte dal Giappone.

Oggi Netflix conta su una ricca base clienti in tutto il mondo. Dagli Stati Uniti, al Giappone, passando appunto per l’ Italia. Anche se per ciascun singolo mercato, la televisione via internet made in USA non comunica l’ effettivo numero di iscritti.

Pur in assenza di questo dato specifico, è sicuro che la tv on demand, stia pian piano soppiantando la classica televisione, quella trasmessa in particolare via digitale terrestre e anche via satellite. Troppi vincoli e troppi limiti. Uno su tutti, l’ orario e il palinsesto. Un concetto vecchio, ormai inaccettabile per le giovani generazione. La televisione oggi si trasforma in un menù di contenuti, di film, serie ed eventi, da godere quando si vuole e su quale device si preferisce.

L’ idea che ci si sintonizzi alle 21 precise per seguire un vecchio film infarcito di pubblicità è semplicemente roba del secolo scorso. Lo sanno bene i giapponesi, che ormai fanno uso di tv box, perlopiù basati su Android, per accedere a quel mondo di applicazioni globali che offrono programmi on-demand con abbonamenti molto economici. Oltre alla già citata Netflix opera nel settore, con discreto successo e da meno di un anno, anche il gigante Amazon con il prodotto Prime Video. Mediamente, i prezzi per un buon box tv basato su Android, come riportato dal sito specialistico migliortvbox.it, variano dai 30 ai 60 euro. Si può però arrivare anche tra i 150 e 200 euro se si desiderano modelli più avanzati con trasmissione, ad esempio, in 4K.

 

Autore dell'articolo: Redazione GiapponeSegreto.it