Il Giappone sogna un futuro fatto di robot

Il Giappone non ci sta a perdere ancora terreno nel campo dell’ innovazione. La patria dell’ elettronica di consumo, è rimasta un po’ a guardare mentre nel mondo si diffondeva la nuova cultura dei computer e poi quella digital prodotte nella Silicon Valley. Ora il Giappone vuole tornare sulla cresta dell’ onda e progettare la società 5.0. Quella dove a lavorare saranno i robot.

Robot Giapponesi del futuro
In Germania il Giappone racconta il futuro del pianeta. A lavorare saranno i robot che gestiranno le faccende domestiche ma anche intere città.

Per questo il premier Shinzo Abe ha cercato l’ alleanza stretta con i tedeschi e ha portato alla fiera di Hannover, dedicata all’ IT, alle nuove tecnologie e alle smart cities, una squadra formidabile di aziende. Circa 120 imprese rappresentate in circa 8000 metri quadrati di spazio espositivo. La presenza più massiccia nella storia del Cebit.

I big dell’ elettronica nipponica racconteranno al mondo il futuro.

Un futuro firmato Hitachi, Panasonic o Sony. Perché quella robotica, ovvero la 5.0, sarà una società di benessere diffuso, intelligente e funzionale. E a lavorare, saranno perlopiù i robot. Perché, sopratutto in determinati ambiti, funzionano meglio. E costano praticamente zero. Dalla medicina, alla sicurezza stradale, alla gestione delle case. Avremo, come è previsto dai migliori registi scifi, maggiordomi robot, tate e cuoche automatizzate.

Ma a diventare robotizzate e intelligenti saranno sopratutto le nostre città. Se le sovraffollate metropoli giapponesi avessero un cervello centrale, per la gestione di trasporti e spostamenti, non esisterebbe più il traffico. E’ questo quello che gli innovatori nipponici promettono al Cebit 2017. Solo un computer può essere in grado di prevedere con esattezza spostamenti, velocità e movimenti di masse formate da singole persone e quindi infinite variabili. Solo un computer può garantire una vita sicura e funzionale a grandi spazi urbani che potranno così diventare, finalmente, veramente vivibili.

Si tratta di futuro, certo ma nemmeno troppo perché secondo i più autorevoli ingegneri giapponesi, questa realtà sarà normale già nel 2020. Quando il lavoro umano sarà solo un ricordo.

Il Giappone guiderà la rivoluzione dell’ internet of things

L’ internet of things, l’ internet delle cose, è quella nuova dimensione nella quale la rete diventa strumento di controllo di oggetti e non più solo veicolo di informazioni. Una rivoluzione strategica anche per gli Stati. Ed è per questo motivo che oltre il premier giapponese, è presente al CeBit anche la cancelliere tedesca Angela Merkel e il Commissario UE per il Mercato Unico Digitale Andrus Ansip.

Durante l’ evento il summit tra Giappone e Unione Europea dal nome “Driving the Digital Economy and Society in Europe”.

Autore dell'articolo: Redazione GiapponeSegreto.it